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Stellantis annuncia 2500 esuberi in tutta Italia


Si avverte che potrebbe essere in corso lo smantellamento dell’attività industriale. Le dichiarazioni ambigue di Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, sembrano suggerire una ritirata del costruttore automobilistico, l’ultimo a mantenere una produzione in Italia con il marchio Fiat. Nonostante gli indizi, non vi sono ancora prove concrete. Tuttavia, è certo che l’azienda, con sede legale nei Paesi Bassi e focus operativo in Francia, sta ridimensionando le proprie attività in Italia, con oltre 2.500 esuberi previsti, soprattutto nei siti di Pomigliano d’Arco e Melfi.

La Fiom ha definito questo piano come un tentativo di ridurre l’occupazione, chiedendo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di convocare il CEO Tavares. Le uscite previste includono 1.560 lavoratori da Mirafiori, oltre il 10% del personale, 850 da Cassino (di cui 300 destinati a Pomigliano) e 100 da Pratola Serra. Questa situazione ha suscitato preoccupazione tra i sindacati. Luigi Paone, segretario generale della Uilm Torino, ha dichiarato che le richieste aziendali sono eccessive. Esse richiedono un confronto urgente con Stellantis per stabilire un piano di rilancio per Mirafiori.

La Fiom ha espresso preoccupazione per il pesante impatto che queste riduzioni avranno sull’industria dei componenti. L’accordo sindacale su queste uscite, non firmato dalla Fiom, è stato considerato un ostacolo nei negoziati tra Stellantis e i rappresentanti dei lavoratori. Inoltre, vi è la notizia che il produttore cinese Leapmotor potrebbe decidere di spostare la produzione di auto elettriche. Si passerebbe dallo stabilimento di Torino a quello in Polonia, il che peggiorerebbe ulteriormente la situazione.

Nonostante ciò, Stellantis afferma che l’Italia rimane un mercato chiave per l’azienda. Secondo un portavoce, gli accordi in corso con i sindacati a Torino e altrove fanno parte di un percorso definito nell’accordo quadro firmato con le organizzazioni sindacali nazionali. L’azienda riconosce il ruolo cruciale che l’Italia ha da svolgere nella trasformazione del settore automobilistico globale.

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